Cultura-Società Cascia Santa Rita da Cascia Umbria by allwebitaly.com. Santa Rita da Cascia, Festa di santa rita, festa delle Rose

Santa Rita da Cascia - Cascia - Umbria

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    Descrizione Santa Rita da Cascia

    Quante volte avremmo voluto essere Superman in persona, per realizzare anche l'impossibile?
    Ebbene, Santa Rita da Cascia (1381-1457) è considerata proprio la patrona dell' impossibile, ed a lei mi rivolgo spesso quando
    «non so più dove andare, è come una mosca cieca che non sa più volare»
    (Fabrizio de Andrè)

     

    SANTA RITA DA CASCIA periodo 22 maggio

    Roccaporena
    La prima parte della vita di santa Rita è piuttosto oscura, esistono fonti scritte piuttosto tarde, come la ricostruzione agiografica fatta da Agostino Cavallucci nel 1610. Comunque la maggior parte delle biografie composte sui pochi dati certi concordano nel fatto che sia nata a Roccaporena, presso Cascia, e che il suo nome sia diminutivo di Margherita. Non vi è certezza sull'anno della sua nascita, anche se molti autori la fanno coincidere con il 1381. Figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri. Entrambi i genitori sono descritti come persone molto religiose e "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. Essi le insegnarono a leggere e a scrivere.

    Le agiografie la descrivono come una ragazza mite che assecondava i desideri dei genitori. Come era usanza del tempo, i matrimoni spesso venivano programmati già in giovanissima età, soprattutto quando l'età dei genitori cominciava ad essere elevata. Così anche Rita, all'età di sedici anni, andò sposa a Paolo Mancini (detto anche Paolo di Ferdinando), descritto come uomo dal carattere molto orgoglioso, autoritario e di origini nobili. Ebbero due gemelli: Giangiacomo e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la conversione di suo marito. Proprio quando l'unione matrimoniale sembrava andare bene, Paolo Mancini fu ucciso, probabilmente per rancori passati, in piena notte mentre rincasava.

    Credente fino in fondo, perdona gli assassini di suo marito ma si angoscia quando capisce che i suoi figli prendono la strada della vendetta. Si affida allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza e quindi alla morte dell'anima. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalano contemporaneamente e muoiono.

    L'ingresso nel monastero
    Per tre volte chiede inutilmente di entrare presso il monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia. Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell'omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l'ingresso in monastero. Qui però si inserisce la leggenda devozionale che narra come in piena notte Rita sia stata portata in volo entro le mura del monastero da san Nicola da Tolentino e sant'Agostino. Fatto è che dal 1417, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell'assassino, per quaranta anni Rita visse in monastero, dedicandosi alla preghiera.

    Il culto
    Molti sono i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia: la sera del venerdì santo avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che le stigmate sparirono e cosi Rita poté partire. La spina fu portata da santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno vicino a casa sua e due fichi sull'albero del suo giardino. Prima di morire mandò sua cugina a prenderli.

    La canonizzazione
    Alla sua morte, avvenuta il 22 maggio 1457, il suo corpo venne collocato in una cassa di pioppo chiamata codex miraculorum, eseguita da Cecco Barbari; soltanto nel 1462 viene realizzata la cassa solenne.

    La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dal numero e dalla qualità di eventi prodigiosi riferiti alla sua intercessione, tanto che divenne "la santa degli impossibili". La sua beatificazione è del 1627, 170 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto. Leone XIII, nel 1900, la canonizza come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli molto prodigiosi, detti "impossibili". Per questa singolare caratteristica ha ispirato lo scrittore Dino Buzzati ne "I Miracoli di Valmorel", anche se forse in modo irriguardoso nei confronti della santa. Il culto per santa Rita è senza dubbio uno dei più diffusi al mondo, raccogliendo fedeli in ogni angolo della terra.

    Il corpo
    Il corpo di santa Rita è custodito all'interno di una teca in vetro, in un ambiente del convento annesso alla basilica: da essa si può osservare, attraverso un'ampia grata, che il corpo stesso risulta essere mummificato.

    Feste in onore di S. Rita

    Palermo
    Nella chiesa di San Nicola da Tolentino a Palermo ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, che poi conserveranno per donarne i petali ad amici o parenti ammalati.

    Catenanuova
    Catenanuova (EN), 22 maggio, festa di santa Rita da Cascia, l'uscita dalla Chiesa Madre.
    La festa a Catenanuova (EN) venne istituita dopo la seconda guerra mondiale (1946) in seguito al voto di una cittadina ed alla grazia ricevuta: "se il marito fosse tornato vivo dai combattimenti di guerra, avrebbe acquistato una statua di santa Rita per ringraziamento". Nel giorno della festa, i fedeli indossano un abito con una cintura entrambi neri ed il colletto bianco, come quello della santa, e portano rose per la benedizione. Alla devozione di santa Rita sono legati i cosiddetti 15 giovedì prima della festa, e tre giorni prima ci si prepara con il triduo in suo onore. Il simulacro di santa Rita si conserva in Chiesa Madre assieme ad una reliquia. Ogni anno, il 22 maggio alle 8 del mattino, i tradizionali colpi a cannone con le campane annunziano il giorno di festa e le Messe di benedizione delle rose e degli “abiti” dei devoti. Nel tardo pomeriggio avviene l'uscita del simulacro dalla Chiesa Madre, che percorrerà buona parte delle vie di Catenanuova, per poi rientrare a tarda sera subito dopo aver assistito ai giochi pirotecnici; è tradizione che al rientro in chiesa tutte le rose benedette, circa 500, vengano distribuite ai fedeli.

    Castelbuono
    A Castelbuono (PA) la festa prevede diversi giovedì di preparazione ed un triduo solenne che culmina con la giornata del 22 maggio. Diverse celebrazioni scandiscono la giornata e al termine di ognuna sono distribuiti pani benedetti. La sera, dal tetto della chiesa, sono lanciati petali di rosa sulla folla. Sono attive a Castelbuono due confraternite dedicate alla santa, una maschile ed una femminile.

    Chiusdino
    A Chiusdino (SI) esiste una veneratissima statua di santa Rita, nella chiesa di San Sebastiano, sede dell'antica Confraternita di San Galgano. È proprio questo sodalizio che organizza il 22 maggio la festa della santa, con varie celebrazioni liturgiche e la tradizionale benedizione delle rose, intensamente partecipata; particolare solennità assume questa festa quando essa cade di domenica.

    Il Corteo Storico di Santa Rita a Castelvetrano
    A Castelvetrano(TP) , la comunità parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Salute coltiva da anni una devozione per la figura della santa e della spiritualità agostiniana. La devozione ritiana nella città risale ai primi del ‘900. Una statua fu commissionata negli anni '90: all'arrivo una moltitudine popolare accompagnò il simulacro.
    Il Corteo storico di Santa Rita a Castelvetrano nasce negli anni '90. Andando avanti negli anni il Corteo storico di Santa Rita si è sempre più affrancato dalle caratteristiche di manifestazione religiosa per sviluppare spettacolarità e fedeltà storica: oggi il corteo è un evento teatrale. Il corteo storico rappresenta i momenti più significativi della vita della santa attraverso otto quadri viventi, che sfilano per le vie della città: S. Rita bambina e suoi genitori, sposalizio di Santa Rita, uccisione del marito Paolo, S. Rita vedova e i due figli, ingresso miracoloso in monastero e i tre santi protettori, stimmatizzatone di S. Rita, miracolo dell'orto, morte di S. Rita.

    Marina di Camerota
    La Santa, in processione, viene portata non in spalla, ma su una fiat 500, a passo d'uomo. l'automobile viene rivestita completametne di fiori raccolti nei giardini delle case di Marina di Camerota (SA). Anche i bambini adornano con fiori le loro biciclette, con esse seguono la processione. Molti adulti invece scelgono di seguire la Santa con la propria automobile. Alla fine della processione vi è la benedizione delle automobili, degli automobilisti e dei fiori, e il simulacro di Santa Rita che rientra in chiesa viene accompagnato dal suono di tutti i clacson presenti. Durante la messa, prima della processione, vengono distribuiti ai fedeli dei petali di rosa benedetti, sigillati in carta velina colorata.

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